I VALORI

E’ vero, la relatività, il pensiero alternato sono i motori creativi del mondo , come negare ciò?
Esistono sempre angoli diversi dai quali osservare una situazione, ma nel fare impresa è necessario fissare i Valori assoluti e su questi sciogliere ogni possibilità di equivoco.
La mancanza di valori all’interno di una qualsiasi organizzazione può portare la stessa ad incontrare gravi pericoli nella sua stabilità e nel modo in cui intende portare avanti i propri affari. Deve esistere un’unica via nella quale la vostra impresa si muove e questa è delimitata dai Valori che la identificano.
Chi lavora per voi deve conoscere questi Valori e farli propri.
La produzione di Qualità è strettamente legata al rispetto di tali Valori e fuga ogni possibile alterazione del vostro business. Definite ed insegnate alla vostra gente i Valori guida della vostra impresa. Siate voi il primo esempio nell’applicarli. Siate severi con voi stessi e con i vostri collaboratori nel rispetto degli stessi. In un mercato ad offerta abbondante, dove il cliente può spesso scegliere tra prodotti diversi ma simili nel loro uso, la scelta finale è spesso influenzata dall’idea che il cliente si costruisce dell’azienda che propone il prodotto.
I Valori aziendali sono le colonne della vostra immagine, i comandamenti del vostro business, il credo della vostra gente.
Sostenete fermamente la vostra fede, ed il mercato vi ricompenserà

LA GERARCHIA

Nessuna organizzazione è stata costruita e mantenuta senza che fosse chiara l’autorità di riferimento, senza che fosse riconosciuto il potere della “decisione ultima”
Su di voi grava la responsabilità dell’ intera impresa, la vostra autorità non deve essere mai messa in discussione. Combattete ogni ambiguità. Voi sarete chiamati a prendere le decisioni più importanti, riservatevi l’autorità di poter decidere. Dal modo in cui userete, consoliderete e manterrete la vostra autorità dipenderà il rispetto dei vostri collaboratori.
Favorite la partecipazione attiva dei vostri collaboratori, ma affermate la vostra responsabilità gerarchica nelle decisioni aziendali. La piramide aziendale poggia su una base di consenso allargato, ma ottiene visibilità da un vertice dotato dell’ autorità necessaria per poter decidere la scelta finale.
Usate con moderazione la vostra autorità senza limitare le libertà della vostra gente, ma senza abbandonare la vostra responsabilità. Affermate la vostra autorità attraverso il consenso .

LA CONFIDENZA

E’ importante dedicare tempo ai collaboratori più stretti. E’ importante restare con loro, trasmettere i consigli più preziosi. E’ importante costruire una confidenza, una maniera di comunicare a tu per tu. Quando si devono prendere decisioni strategiche, quando si devono superare difficoltà importanti è necessario avere disporre di rapporti diretti con i collaboratori più stretti. E’ una strategia che ha sempre pagato.
Se volete essere considerato un leader, un riferimento per la vostra squadra , se volete responsabilizzare un vostro collaboratore, passate molto tempo insieme , non fatelo sentire solo.
Se volte costruire fedeltà alla vostra impresa, prendete sotto braccio il dubbioso e state un po’ di tempo da soli con lui. Parlate apertamente guardando negli occhi la vostra gente.

LA CONDIVISIONE

Coloro che hanno fatto la storia delle grandi imprese non si sono mai nascosti dentro torri d’avorio. I grandi non si nascondono, scendono in campo, stanno con la squadra, insegnano, promuovono e convincono coloro che li circondano della bontà e della forza delle loro idee. Il talento di un imprenditore è confermato anche dalla sua capacità di condividere con i suoi collaboratori il credere e il realizzare i progetti dell’ impresa.
Identificate i valori fondamentali, riconoscete e definite le competenze strategiche ed insegnate, questo alla vostra squadra. Tenete aggiornato il vostro sapere, tenete attivo il contatto con il mondo economico dove vive la vostra impresa, siate sapienti ed condividete la vostra sapienza. Insegnate sempre. I capi si possono abbandonare, i maestri mai.

LA SQUADRA

La cosa più importante per il comandante della nave è l’equipaggio che naviga con lui. Anche per l’ imprenditore il bene più prezioso sono le persone che lavorano con lui. L’ ultima cosa da augurarsi è quella di avere a che fare con persone che non si sentano parte integrante del grande progetto del “fare quell’impresa”. Siate rigorosi nello scegliere la vostra squadra, siate esigenti. Non si possono affrontare le rotte importanti con equipaggi composti dagli scarti delle altre navi. Il bravo comandante si vede già dal momento in cui sceglie i propri marinai. Durante la scelta ha nella sua testa un disegno preciso. Conosce bene le competenze , le tecniche che ognuno dei marinai deve possedere, sa pesare la passione di questi nell’affrontare il mare , nel far parte di quella nave. Nelle cantine di Maracaibo i marinai venivano prima ubriacati e poi costretti ad arruolarsi. Ma in quel caso erano ciurme, ciurme “della malora”, così venivano chiamate. Erano quelle navi pirata adatte ad assalti alle spalle e comunque destinate ad essere poi affondate dalle navi della Marina Reale, dove gli ammiragli sceglievano come loro ufficiali i cadetti migliori dell’Accademica, i giovani più ardimentosi, gli uomini dai principi e dal credo più solidi. Scegliete con cura la vostra gente.

LA CONOSCENZA

Il costruire inizia dal “saper fare”, dalla conoscenza del “come”. L’educazione dei genitori prima, la scuola poi contribuiscono a creare l’ossatura della conoscenza. Il sapere è l’inizio di ogni processo. Nel perseguire il successo del nostro “fare” nel ricercare la massima efficacia del nostro procedere dobbiamo impegnare tutte le nostre risorse nel coltivare la conoscenza per sentirci preparati ad affrontare il grande viaggio dell’esistenza. Il marinaio impreparato che naviga a vista , rischia di percorrere rotte insicure ed aumenta il rischio di essere raggiunto dalla tempesta. Nel fare impresa, nel condurla attraverso i mari tempestosi dell’attuale economia, è dovere dell’ imprenditore sviluppare la propria conoscenza del mondo che lo circonda. Conoscere le politiche , sentirsi preparati ad utilizzare lo sviluppo delle tecnologie, comprendere i valori etici e morali che regolano la società è fondamentale per chi ha scelto di fare dell’ “intraprenditore” la propria professione.
E’ importante poter disporre di una preparazione solida, adatta alla meta da raggiungere, di un bagaglio di conoscenza su cui fondare le azioni future.
Non basta l’entusiasmo e la determinazione, è necessario poter conoscere e governare le tecniche del “fare” . Molte persone hanno buone idee, una spiccata sensibilità, un animo nobile, ma tutto questo fa di loro dei potenziali scrittori? No, non basta. Uno scrittore, per farsi comprendere deve innanzitutto conoscere le regole della grammatica.
La conoscenza è come un bimbo, la conoscenza si educa, sempre.
E’ la pratica quotidiana, la formazione continua , il fertilizzante del “ fare e fare bene”.
Dedicate tempo alla formazione, dedicate tempo alla conoscenza.
Il tempo ed il mercato ripagheranno abbondantemente i vostri sforzi.

IL METODO

Il momento più importante è la posa della prima pietra, il fatto primo del costruire. La prima pietra, il passare dal dire al fare, dal voler fare al fare per davvero. Messa la prima pietra, la casa cresce, la prima pietra chiede la seconda, la terza e poi un’altra ancora fino al tetto, fino alla bandiera. Le pietre bisogna saperle metter bene fin dall’inizio rispettando il progetto generale. Bisogna saperle mettere con metodo. Il metodo è come l’impalcatura per il muratore. Il metodo è riuscire ad ingabbiare un lavoro frazionato, istintivo, incostante, in un sistema organizzato, in una scansione precisa di costruzione. Il metodo è un contenitore, un buon metallo conduttore della creatività che spinge a costruire proprio quella casa.
Ecco che,ancor prima di posare la prima pietra, è importante verificare il metodo.
Costruire un’impresa è questione di metodo.
E’ tuttavia più corretto parlare di metodi piuttosto che di metodo, per allontanare ogni tentativo di ricercare quello giusto, quello da imitare per costruire la propria casa. Vi sono molti modi di lavorare, diversi tra loro, ma comunque ognuno guidato da un proprio metodo.
Quando penso al buon metodo mi faccio sempre aiutare dalla mia seconda anima: quella dello scrittore che si accompagna alla mia giacca di uomo del mercato. Ritrovo molte attinenze tra lo scrivere e l’imprendere. In entrambi i casi si tratta sempre di saper scrivere delle storie. Lo fanno gli scrittori per i loro lettori, lo fanno le imprese per i loro clienti. Gabriel Garcia Marquez, l’autore di Cent’anni di solitudine sostiene che: “il lavoro di ogni giorno deve interrompersi quando già si sa come ricominciare il giorno dopo. Questo per uno scrittore è il rimedio assoluto contro il fantasma più temuto: l’agonia mattutina davanti alla pagina in bianco”.
Per Marquez è importante la certezza, più o meno come per Hemingway che dice : “Ho imparato a non vuotare mai il pozzo della mia fantasia, ma a fermarmi sempre quando c’è ancora qualcosa, là in fondo, ed a lasciare che torni a riempirsi durante la notte con l’acqua delle sorgenti che lo alimentavano”.
Robert Ludlum, fabbricatore di best seller, dà questa ricetta : “Metti insieme tre o quattro once di realtà e poi affida tutto il resto all’immaginazione”. La sua lezione è quindi: cogliere uno spunto , un segnale e costruire, velocemente, sopra un castello.
E’ il metodo che differenzia il risultato dello scrittore.
E’ il metodo che differenzia il risultato dell’imprenditore e della sua storia.
Quale lezione si può trarre dal lavoro dello scrittore? Avere un metodo significa: saper riscrivere tutto dall’inizio, essere regolari, darsi una disciplina, rispettare le proprie ritualità, controllare e gestire il tempo, non ammazzare la fantasia con la ragione.
Il buon metodo è fatto di pazienza, costanza, sicurezza.